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Ronzare

Mi diverte scrivere ad orari improbabili, non trovo altra spiegazione, credo che anche questo faccia parte del processo irreversibile di invecchiamento precoce, maturità la chiamerebbe qualcuno.

Sinceramente mi sento in pace solo in certi posti, solo con certe persone, e a volte solo per pochi momenti.

Provare a spiegare il perché non è facile, il più delle volte perché l’interlocutore è troppo acerbo per capire, perché fa domande alle quali non vorrebbe risposte, almeno non le mie.

Le sento già ronzare le zanzare… e, mio malgrado, fa male.

Apparentemente

Lo sfinimento fisico aiuta sempre a non pensare, credo sia l’unica cosa che possa mantermi viva  in questo momento, ne faccio una questione di sopravvivenza.

Lo so, non mi fa onore.

Calma, apparente, ma pur sempre calma.

Una cosa alla quale non avevo pensato fino a ieri, è che anche io ho dei punti di forza; in fondo non tutti hanno il privilegio di sentire caldo in agosto.

Multanime

” Erano in lui tendenze d’ogni specie, tutti i possibili contrarii, e tra questi contrarii tutte le gradazioni intermedie e tra quelle tendenze tutte le combinazioni. Secondo il tempo e il luogo, secondo il vario urto delle circostanze, d’un piccolo fatto, d’una parola, secondo influenze interne assai più oscure, il fondo stabile del suo essere si rivestiva di aspetti mutevolissimi, fuggevolissimi, strani. Un suo speciale stato organico rinforzava una sua speciale tendenza; e questa tendenza diveniva un centro di attrazione verso il quale convergevano gli stati e le tendenze direttamente associati; e a poco a poco le associazioni si propagavano. Il suo centro di gravità allora si trovava spostato e la sua personalità diventava un’altra. Silenziose onde di sangue e d’idee facevano fiorire sul fondo stabile del suo essere, a gradi o a un tratto, anime nuove. Egli era multanime. “

Gabriele D’Annunzio “L’innocente”

La gente

Mi chiedo come sia possibile che mi venga voglia di aggiornare il blog proprio a quest’ora di notte dopo una giornata, spossante, di lavoro (vedi Sim, virgole e spazi sono al loro posto).

L’argomento della serata è: LA GENTE, intesa come massa informe di persone.

La gente, oltre ad essere pazza, è strana, è curioso vedere come distinti signori e signore, possibilmente educati e affabili nella vita privata, diventino incredibilmente maleducati, ottusi, fastidiosi e saccenti quando “entrano nella gente”(cit).

Anche stasera scopro l’acqua calda!

Silenzio e fame chimica

Buona notte

Zanna stanca.

Imparare

Mia nonna mi guarda mentre salgo le scale “togliti la gonna che ti sta larga -occhio da sarta- te la stringo subito”.

Poi mi prepara la carne e mi offre il vino, perché una donna non è donna se le vanno larghi i vestiti.

Io la guardo sempre mentre lavora e sento che lei, con i suoi sessant’anni in più, con la sua seconda elementare e con quegli occhi azzurri, lei così diversa, mi capisce più di chiunque altro.

Mia nonna  era molto bella e aveva tanti pretendenti, ma lei non si è mai accontentata.

Mia nonna aspettava qualcosa, un giorno tornò un uomo dal venezuela,  e partirono insieme…

“Prima luce del mattino
ti ho aspettato cantando a bassa voce e non è la prima volta
ti ho anche seguita con lo sguardo
sopra il tavolo e tra i resti del giorno prima e tra le sedie
vuote
qualcosa nell’aria suggeriva
in fondo non c’è troppa fretta
mentre accarezzavo l’idea delle coincidenze, raccoglievo segnali”

Carmen Consoli “Anello mancante”

Ti risvegli dalla tua assenza e mi vieni a cercare

“giornate troppo piene per avere tempo”

non ti bastano piu’,non ti sono mai bastate.

non ho piu’ l’ardire di incontrarti la notte

penelope,logorata

me ne vado

ti lascio i miei capelli

scuci tutti i nodi prima che faccia buio…

“Sovversivi”

16-06-2008

Guardiamo “sovversivi”,mentre la nostra isola affonda.

…Rigurgiti sessantottini…forse solo rigurgiti…

Musica

“…la verità è che la musica mi ha salvato
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato
e me ne stavo seduto sul mio prato ad ascoltare il mangiadischi cantare
la verità è che la musica mi ha salvato
quand’ero piccolo la musica mi ha salvato
e ascoltavo mia madre parlare, mio fratello giocare e l’universo a girare…”

Solo per dire che non potrei vivere senza…

Perchè quando si chiudono,anche solo “mentalmente”,certi capitoli della propria vita ci si ritrova a fare pubblicamente e per iscritto il punto della situazione,e si spera che sia un punto e a capo una fine e un nuovo inizio…quasi uno sciocco discorso di capodanno.

Perchè in fondo sciocchi siamo,abbiamo bisogno di razionalizzare, chiarire, definire, rivivere, capire, sezionare, selezionare, e,finalmente, archiviare per andare avanti;poco importa,poi,se di fatto non è cambiato assolutamente nulla,se effettivamente potevamo andare avanti anche secoli prima,o se lo abbiamo fatto,quasi per forza di inerzia,poco importa ripeto,decidiamo che si va avanti da quel momento in poi.

Ecco io nella totale consapevolezza della mia idiozia e pur sapendo che non è successo niente,che non avrei neanche una situazione della quale fare il punto,decido che da ora in poi si va avanti…avanti dove?non lo so,in ogni caso

punto e a capo.

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